L’ondata di violazioni dei dati dell’anno scorso ci ha ricordato che nessun settore è sicuro. Il numero e l’entità degli incidenti indicano che esiste un divario tra i quasi 90 miliardi di dollari che le organizzazioni hanno speso per la sicurezza dei dati nel 2017 e la loro capacità di proteggere effettivamente i propri dati.
Rendendosi conto che i firewall e le soluzioni antivirus non sono in grado di proteggerli adeguatamente da malware “fileless”, codici maligni eseguibili tramite browser e altre minacce Web, molte aziende stanno adottando un nuovo metodo di difesa informatica: l’isolamento del browser.
L’isolamento dei browser è stato definito una tecnologia di punta da Gartner, che ha riconosciuto che “la maggior parte degli attacchi inizia prendendo di mira gli utenti finali con minacce informatiche inviate via e-mail, URL o siti Web dannosi”. Si tratta di una soluzione che qualsiasi CISO o CIO che voglia ridurre al minimo l’esposizione alle minacce provenienti da Internet, dovrebbe considerare.
Come funziona l’isolamento del browser
Come suggerisce il nome, la tecnologia di isolamento del browser isola il browser dal sistema dell’utente e dalle reti aziendali. L’effettiva navigazione web avviene su un browser virtuale in un contenitore situato in remoto sulla DMZ o nel cloud. I contenuti web sono resi come un flusso di contenuti pulito e trasmessi al browser degli endpoint, dove gli utenti interagiscono con esso in modo del tutto naturale. Tutti i contenuti dannosi rimangono nel contenitore isolato, che vengono eliminati alla fine della sessione di navigazione.
Ad esempio, un dipendente riceve un’e-mail di phishing con un link dannoso o visita un sito Web compromesso. Con l’apertura sicura del sito web in un ambiente isolato, tutti i processi dannosi rimangono lontani dall’endpoint. Ma sul front-end, il flusso di dati (comprese le immagini e video) viene reso in modo sicuro e senza soluzione di continuità, al dispositivo dell’utente in tempo reale.
Di conseguenza, le minacce Web non raggiungono mai il dispositivo del dipendente, e la sua produttività e il suo flusso di lavoro non ne risentiranno.
Isolamento del browser rispetto ad altre tecnologie
L’isolamento del browser crea un’area sicura tra Internet e gli utenti. Tale separazione può essere ottenuta anche mediante l’isolamento degli endpoint (esecuzione di una macchina virtuale sull’endpoint) e la virtualizzazione del desktop (VDI) (hosting di un desktop su una macchina virtuale che viene eseguito su un server centralizzato). Questi metodi alternativi presentano tuttavia degli inconvenienti.
Isolamento degli endpoint
L’esecuzione di una macchina virtuale su un endpoint è teoricamente un buon modo per isolarla dai rischi del web. In realtà, ciò comporta grandi spese generali, in particolare per le installazioni su larga scala:
L’isolamento degli endpoint spesso si traduce in prestazioni più lente del dispositivo e le lamentele degli utenti per le macchine virtuali lente sono comuni. Inoltre, non tutte le applicazioni sono supportate da soluzioni per l’isolamento degli endpoint.
Virtualizzazione del desktop (VDI)
VDI isola la macchina dell’utente dai processi dannosi, poiché eventuali infezioni o minacce hanno un impatto solo sulla macchina virtuale. Tuttavia, vi sono alcuni svantaggi, tra cui:
Contenitori per l’isolamento del browser a costi contenuti
L’isolamento del browser è un modo semplice per evitare che le minacce Web compromettano l’intera organizzazione. Tra i diversi prodotti disponibili presso i fornitori, le soluzioni basate su container sono le più convenienti, così come le più sicure. Invece di virtualizzare interi carichi di lavoro del browser, questa tecnologia utilizza contenitori dedicati per ogni sessione di navigazione.
I principali vantaggi economici dell’implementazione dell’isolamento del browser basato su contenitore includono:
Scegliere una soluzione di isolamento del browser senza client significa che non c’è nulla da installare sui singoli endpoint. Questo non solo risolve il problema della compatibilità del sistema operativo creato dall’isolamento degli endpoint, ma non richiede sostanzialmente alcuna amministrazione da parte del personale IT.
L’isolamento del browser basato sui contenitori è il modo più economico per isolare il browser perché richiede meno infrastruttura server ed è più scalabile.
Non solo non c’è latenza durante la navigazione sul web, ma gli utenti possono effettivamente vedere una maggiore produttività – non devono preoccuparsi di eventuali warning che potrebbero richiedere l’intervento dell l’helpdesk, né incontrare problemi relativi alla blacklist.
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Fonte: www.cso.com.au. Tratto da “How to find a Cost-Effective Browser Isolation Solution” – Ilan Paretsky Chief Marketing Officer at Ericom Software
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